Yesterday's Papers: L'incubo della recessione di Kikko Schettino


Edizione del 14 aprile 2026

 Mentre il blocco navale USA dinanzi Hormutz si propone di definire un nuovo capitolo del conflitto ormai palese tra capitale legato al dollaro e quello legato alle valute asiatiche, il resto del mondo comincia a leccarsi le ferite e a contare i danni immediati e prospettici che si vanno delineando con più chiarezza. 

Giorgetti, ammettendo che l'Italia probabilmente andrà in recessione non fa altro che fare eco a quanto detto dalla direttrice del Fondo monetario internazionale solo qualche giorno prima che ha esplicitamente affermato che le stime di crescita per il 2026, pur partendo da una base insoddisfacente - poco più del 3% a traino cinese - dovranno essere riviste significativamente al ribasso.

 Anche in Italia spettri di stagflazione e concetti vacui dei cardinali dell'ortodossia vengono spacciati per non ammettere che la crisi è sistemica e che la guerra è una sua conseguenza e non una causa. 

In ogni caso, c'è da scommettere che non solo gli speculatori della cricca Epstein usciranno più ricchi da questa fase, ma anche le classi dominanti che, come di consueto, si preparano al piagnisteo, proponendo una vasta socializzazione delle perdite e privatizzazione dei profitti.

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