Yesterday's Papers:Il caso del costo dell'energia di Kikko Schettino
Nonostante quanto già previsto dall'Agenzia internazionale per l'energia all'inizio dell'infausta aggressione della coalizione Epstein ai danni di Iran e Libano, i in termini di imponente aumento del barile di greggio, definendo lo stesso come lo shock potenzialmente più imponente della storia moderna, il prezzo del petrolio tarda a superare i 100 $ al barile.
Nonostante infatti, il crollo della produzione - di circa 10 mln di barili al giorno - il blocco di Hormuz, il prezzo tarda a schizzare in alto come preventivato.
Il motivo risiede nel fatto che gli economisti che avevano effettuato tali stime sono convinti della sovranità del libero mercato e delle sue dinamiche secondo cui, dinanzi a un crollo dell'offerta, ferma restante la domanda, il prezzo avrebbe reagito fortemente.
E invece, tali cardinali dell'ortodossia, dovrebbero iniziare a comprendere che in Asia, la Repubblica popolare cinese ha deciso di fare diversamente, puntando sulla pianificazione dell'attività economica come strumento per garantire la prosperità.
E così, anticipando le mosse Usa-Israeliane ha messo da parte una quantità di riserve strategiche enormi (1,25 mrd di barili), deciso di imporre dei prezzi calmierati, puntando altresì sulla preminenza delle energie alternative nell'uso delle auto domestiche.
Il risultato è sotto gli occhi di tutti e verrebbe da dire che, ancora una volta, dovremmo ringraziare la RPC per quello che non è avvenuto: in questo caso una inflazione galoppante che avrebbe ancor più depresso i nostri salari .
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