Work in Progress: Anno nuovo, disuguaglianze vecchie!



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In base al Patto di Stabilità dell’Unione Europea il rapporto deficit/PIL di un Paese membro non deve superare il 3%. 

Questa regola, nata per ridurre i valori assoluti del deficit, cioè del debito pubblico, costituisce il mantra dell’austerità. Tuttavia gli effetti reali non sono quelli attesi e l’effetto depressivo delle politiche di contenimento della spesa pubblica sull’economia e sui consumi sembra condizionare (in negativo) la crescita del PIL contribuendo alla fine non solo a ridurre il deficit ma anche lo stesso PIL.

In questo contesto, ancora legato alle regole dell’austerità, pertanto non possono esservi manovre espansive – ossia che aumentino la spesa – a meno di rompere coi trattati UE: dopo il picco di deficit osservato nella pandemia, durante la quale le regole di stabilità erano state sospese, l’Unione ha riformato e rimesso in vigore il Patto. 

Ma una eccezione esiste a queste regole austere e riguarda la spesa militare che andrà in deroga ai tetti di spesa a conferma che gli scenari futuri vedranno l’economia di guerra come volano per la intera economia investendo le stesse produzioni civili che dovranno garantire, se non tutte almeno in parte, produzioni duali utilizzabili tanto in ambito militare quanto in quello civile.


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