Yesterday's Papers: Erdogan, Israele e gli attacchi in Siria di Michela Arricale



Edizione del 02 dicembre 2024

 Come sapete, infatti, lo scorso 27 novembre le milizie islamiche di HAYET TAHIR AL-SHAM  hanno condotto un massiccio attacco a sorpresa nella regione di Aleppo, con il quale hanno conquistato oltre 250 kmq di territorio siriano, che comprendente la provincia di Aleppo, compresa la città di Aleppo, Idlib e la zona settentrionale della provincia di HAMA, tranne alcune zone presidiate dalle sirian democratic forces (SDF) e Le Unità di Difesa Popolare YPG, cioè dai curdi. 

Pare che le forze di Assad si siano ritirate senza sparare nemmeno un colpo, e che gli unici che provano ad arginare l’avanzata della guerriglia islamica sul territorio siano –come al solito-  i curdi siriani. 

La Siria sostiene che siano tutte menzogne e che nessuno ha conquistato niente: i ribelli sono avanzati ma non hannoo consolidato le proprie posizioni. 

Stanno organizzando una risposta adeguata e nel frattempo l’aviazione bombarda e che va tutto bene madama la marchesa. 

In realtà non va proprio bene niente. L’attacco è stato brutale, e ha causato decine di morti civili, e un paio di teste eccellenti: un generale iraniano capo dei pasdaran nella regione e in alto consigliere militare iraniano in siria. 

Ricordiamo che ALEPPO  non è solo la seconda città più grande della Sirya, ma è anche il centro in cui la presenza iraniana è più forte ed evidente. I terroristi hanno, infatti,  tra le altrew cose,  assaltato il consolato iraniano, vandalizzandolo e diffondendone le immagini 

E fino a qui il mero fatto di cronaca: il disordine mediorientale ha investito anche la Siria

Ma ora andiamo ad approfondire un po’ meglio, visto che suquel territorio sono presenti le forze di 4 Paesi diversi, oltre alle forze regolari siriane e curde: Iran, USA, Russia e Turchia

Anche Israele bombarda a suo piacimento senza scatenare reazioni, quindi diciamo che gli attori stranieri sono 5 e che queste forze si concentrano proprio nella provincia che si è fatta caldissima con l’attacco, lungo il confine nord con la turchia.

 Gli attacchi diretti verso obiettivi iraniani e la diffusione delle relative immagine è esemplificativa del fatto che non si tratti di una mera recrudescenza della guerra civile siriana, ma molto di più.

 E’ qualcosa che ha il sapore di un preludio, la rappresentazione in piccolo di quello che potrebbe scatenarsi a livello planetario, se non ci diamo subito una calmata.

Allora, prima di tutto chi?

Prima di tutto il CHI: Chi ha attaccato? Hayet Tahir Al-SHAM, nato nel 2016 dalla separazione consensuale dal gruppo di Al-Nusra, ramo siriano di AL Qaeda, con la quale sostiene di non avere alcun rapporto . 

Da allora si legano ad Erdogan, ed infatti oggi sono attivi solo nella zona del territorio controllata dalla Turchia. 

Quindi la Turchia c’entra con questo attacco? Sicuramente ne era a conoscenza, ed anzi, alcuni dicono –l’ho letto su giornali iraniani- che il via libera della turchia deve essere assunto per scontato, visto che i miliziani avevano pronta questa azione sin da settembre, e pare sia stata proprio la Turchia a mettere tutto in pausa. 

Le reazioni sui giornali turchi vicino al presidente sembrano confermare questa tesi, visto che tendono a riprendere le motivazioni date dai terroristi, e cioè che questo sia una reazione agll’intensificarsi degli attacchi contro di loro nell’ultimo poeriodo. Inoltre, sono stati usati droni turchi. 

Quindi, in qualche modo si , la Turchia c’entra.

Forse Erdogan vuole approfittare le fatto che la Russia sia troppo presa dall’Ukraina per badare a ciò che succede qua giù, e portare finalmente a compimento quello che non gli era riuscito ai tempi della guerra civile siriana.

 All’epoca, infatti, si schierò apertamente contro Assad e a favore di un cambio di regime che portasse al potere i suoi amici islamici. 

E fu solo grazie ai curdi e all’intervento di IRAN e RUSSIA che non avvenne. 

Da allora la Russia mantiene una propria base e proprie truppe sul territorio. Proprio sul territorio attaccato, nella provincia di Aleppo. E come ha reagito a questa cosa? Allo stesso modo di Assad, qualche giro di valzer dell’aviazione più di forma che di sostanza, e niente di più. 

Aveva dunque ragione Erdogan? Certo, potrebbe essere la guerra in Europa contro la NATO a distrarlo, oppure – e anche questo l’ho letto sui giornali area MENA- una specie di favore a Israele (non dimentichiamoci mai che una buona parte degli ebrei israeliani sono russi) e non solo. 

Proprio sul territorio sirirano tra Israele e Russia, dal 2015,  esiste una specie di –patto- un coordinamento strategico- per la deesclation –grande esempio di realismo strategico comunque: la russia si tiene fuori dalle operazioni israeliane a patto che questo la preavvisi. 

Questo potrebbe spiegare la tiepida reazione russa. 

L’ operazione in effetti è stata lanciata esattamente il giorno dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco  in Libano tra Israele ed Hezbollah,  e proprio dopo che Israele aveva chiesto esplicitamente ad Assad di impedire questo transito di armi.

Il Libano confina ovunque, anzi direi che è proprio abbracciato quasi completamente dalla Siria, tranne un piccolissimo lembo che confina con la Giordania.

Se arriva qualcosa via terra in Libano, beh....arriva dalla Siria per forza. Anche , e soprattutto, le armi e gli aiuti militari iraniani per hezbollah.. 

Nethanyau, in effetti, già negli ultimi mesi aveva ripetutamente bombardato il confine tra libano e Syria proprio per cercare di ostacolare la loro catena di approvvigionamento, ed in generale le linee di comunicazione della cd asse della resistenza, e sarebbe certamente in linea con la sua dottrina di “prevenzione proattiva”, come gli  piace chiamarla. 

E non è la prima volta che usa la Sirya per colpire l’Iran e il suo estabilishment...

Quindi certo, potrebbe essere coinvolto Israele, sicuro di poter osare senza reazioni russe

Ma questo con la Russia è un equilibrio isterico ed eslosivo. Che però....può reggere fino a un certo punto Quanto può durare il disinteresse della Russia?Le cose nel 2015 erano molto diverse da oggi,  giorno per giorno le relazioni con l’IRAN vanno diventando sempre più strette e strategiche, quanto potrà reggere questo patto all’intensificarsi del coninvolgimento diretto iraniano nella guerra contro USA e Israele in medi oriente ?

La guerra si sta allargando per cerchi concentrici: la Palestina è il cuore di tutto, poi nel primo cerchio c’è il Libano e nel secondo cerchio la Siria. 

La Siria è dove i due fronti, quello Ukraino e quello mediorientale si uniscono e il conflitto si allarga in maniera davvero pericolosa. Nel prossimo cerchio c’è l’IRAN.

 Molti interessi eterogenei si scontrano nella regione, ma come alsolito –almeno ai miei occhi- tra tutti spicca l’opportunismo di Erdogan che riesce ad approfittare di ogni occasione per portare avanti i propri obiettivi, l’annientamento dei curdi ovunque e la creazione di una zona cuscinetto mano ai miliziani islamici sotto il suo protettorato che si estenda dalla siria all’iraq, e chissà se non proprio anche all’IRAN quando le condizioni saranno mature. 

Il suo doppiogiochismo è acrobatico: da una parte anatemi contro Israele genocida, poi fornisce armi ai miliziani in siria che fanno il lavoro sporco per israele, con il suo beneplacido. 

E pensate che ci sono compagni che ancora pensano che Erdogan sia un liberatore di popoli oppressi e che la sovranità di Assad sia messa in pericolo dai curdi.

A proposito.... E Assad in tutto questo? Niente. Come al solito. Del resto ha già permesso che 5 potenze straniere operassero sul proprio territorio, che può fare ormai?  Fa quello che può, e cioè niente ormai, e non da ora. Sta la, sperando di sopravvivere anche a questa tempesta. 


Commenti

Post popolari in questo blog

Caffè e Cornetto: Oltre il Mappamondo con Alberto Negri

Caffè e Cornetto: Hanno ucciso l'uomo ragno con Alberto Negri

Caffè e Cornetto: Contro la sinistra NeoLiberale con Luca di Tracce di Classe