Politica estera: Le elezioni in Uruguay raccontate da Aurora Meloni, esule uruguaiana
In "Il viaggio", Eduardo Galeano racconta il viaggio di Aurora Meloni nel settembre 1974 per recuperare i resti del marito, Daniel Banfi, giovane uruguaiano assassinato dalla dittatura argentina.
È un racconto breve ma sufficiente perché i loro nomi diventino parte della memoria di ogni antifascista.
Ma la storia di Aurora non finisce con quel sacchetto di ossa calcinate che Daniel era diventato.
Arianna Meloni esule con 2 figlie piccole, prima in Svezia, poi in Italia si è dedicata a più lavori contemporaneamente: allevare le figlie, guadagnarsi da vivere lavorando nella Provincia di Milano, dedicarsi a diffondere informazioni e ad organizzare la solidarietà con i perseguitati del mondo.
La conoscono bene tutti coloro che si sono occupati del Processo Condor, e cioè del tentativo di far giudicare dai tribunali italiani i torturatori di cittadini italiani nel cono sud latinoamericano.
Naturalmente, la conoscono bene anche i non pochi militari arrestati in seguito al lavoro di Aurora e pochi altri compagni.
Tutti loro continuano nel loro impegno dopo oltre 50 anni, perché "non c'è pena né oblio per i miserabili".
Per Aurora la politica non è mai stata né un'analisi fredda degli avvenimenti, né un elenco di denuncie e neppure una litania di sofferenze.
Appartiene a quella categoria di persone che Brecht definì indispensabili, perché lottano sempre.
Trovare un miglior testimone per farsi raccontare l'Uruguay in festa è impossibile.
L'Uruguay è complesso, come ogni paese; ricco di storia e di cultura; pieno di futuro.
Basta ascoltare Aurora per capirlo.
di Rodrigo Rivas
(intellettuale cileno già membro del governo di Unidad Popular di Salvador Allende)
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