Yesterday's Papers: La Cina non sta a guardare, l'Europa si!



Edizione del 05 febbraio 2025 - GR100

La reazione delle istituzioni cinesi, come ricordavamo ieri, si è basata dapprima sulla sottolineatura della centralità delle regole del commercio internazionale, denunciando, infatti, al WTO la politica statunitense dei dazi che la vedono coinvolta.

 Il secondo passo, di grande rilievo, è consistito nel collocare a sua volta dazi, sino al 15%, su merci di origine Usa di grande importanza e soprattutto ridurre l'export di metalli rari e materie prime verso gli Usa che sono di cruciale importanza per la fabbricazione anche di merci hi-tech.

 Per quanto poco tempestiva, anche la denuncia della posizione monopolistica di Google ci appare più una ritorsione verso il sostegno dei GAFAM a Trump che una posizione dettata da valutazioni giuridico-economiche.

 L'Europa nel frattempo subisce e l'unica cosa che riesce a proporre è un riarmo senza fine, che possa persino esulare i limiti di spesa pubblica da essa stessa posti invece su tutte le spese sociali.

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